Il dolore all’anca è un disturbo molto comune che può dipendere dall’articolazione stessa (per esempio artrosi o lesioni del labbro acetabolare), dai tendini e dalle borse che la circondano (come la borsite trocanterica) oppure da strutture vicine come la colonna lombare e l’articolazione sacroiliaca. Il primo indizio per capirne la causa è dove fa male: all’inguine, sul lato esterno o nel gluteo. Nella maggior parte dei casi si risolve con una diagnosi precisa e un percorso di fisioterapia ed esercizio mirato, ma alcuni segnali richiedono una valutazione urgente.
Il dolore all’anca può colpire persone di tutte le età, limitando i movimenti e influenzando la qualità della vita. Le cause possono essere molteplici, dalle patologie degenerative come la coxartrosi a traumi o sovraccarichi muscolari. Al Quasar Medical Center, offriamo soluzioni personalizzate per alleviare il dolore e migliorare la funzionalità articolare.
Dove fa male: capire la zona del dolore
L’“anca” per molte persone indica un’area ampia che va dall’inguine al fianco fino al gluteo. Localizzare con precisione il dolore aiuta lo specialista a orientarsi fin dalla prima visita.
Dolore interno o all’inguine
Il dolore avvertito all’inguine o nella parte anteriore della coscia è il più tipico di un problema dell’articolazione dell’anca vera e propria. Le cause più frequenti sono:
- Artrosi dell’anca (coxartrosi): usura della cartilagine, con rigidità e dolore che aumenta camminando. Approfondisci nella nostra guida all’artrosi dell’anca.
- Conflitto femoro-acetabolare: una forma anomala della testa del femore o dell’acetabolo che provoca attrito nei movimenti di flessione e rotazione, frequente in giovani adulti e sportivi.
- Lesioni del labbro acetabolare: il “bordo” fibrocartilagineo dell’anca può lesionarsi, causando dolore profondo, sensazione di blocco o di scatto.
Dolore esterno o laterale
Se il dolore è sul lato esterno dell’anca, sopra la sporgenza ossea del femore (grande trocantere), la causa è spesso extra-articolare. Si parla di sindrome dolorosa del grande trocantere (GTPS), che comprende:
- Borsite trocanterica: infiammazione della borsa sinoviale vicino all’anca.
- Tendinopatia dei glutei (medio e piccolo gluteo): sovraccarico dei tendini che si inseriscono sul trocantere, oggi considerata la causa più frequente del dolore laterale.
Il dolore peggiora tipicamente dormendo sul fianco, salendo le scale o stando a lungo in piedi su una gamba sola.
Dolore posteriore o al gluteo
Il dolore nella parte posteriore, nel gluteo, spesso non nasce dall’anca ma da strutture vicine:
- Sindrome del piriforme: il muscolo piriforme, contratto o irritato, può comprimere il nervo sciatico.
- Articolazione sacroiliaca: infiammazioni o disfunzioni di questa articolazione danno dolore al gluteo e alla zona lombare bassa. Leggi di più sulla sacroileite.
- Colonna lombare e sciatica: un’ernia o una protrusione discale può irradiare il dolore al gluteo e lungo la gamba, a volte con formicolii. Approfondisci nella guida alla sciatica.
Dolore irradiato al ginocchio
Un problema all’anca può manifestarsi anche con dolore alla coscia o al ginocchio, perché i nervi che servono l’articolazione dell’anca raggiungono anche queste zone. Per questo, soprattutto negli anziani e nei bambini, un dolore al ginocchio con esami del ginocchio normali deve far valutare anche l’anca.
Cause comuni
Oltre a quelle già descritte in base alla zona, il dolore all’anca può derivare da diverse problematiche, tra cui:
- Coxartrosi: malattia degenerativa che colpisce la cartilagine articolare. Per un approfondimento su cause e stadi leggi artrosi dell’anca o coxartrosi.
- Borsite trocanterica: infiammazione della borsa sinoviale vicino all’anca.
- Tendinite: sovraccarico dei tendini della zona (glutei, adduttori, ileopsoas).
- Fratture e traumi: lesioni dovute a incidenti o cadute.
- Artrite reumatoide: patologia infiammatoria che coinvolge le articolazioni.
Sintomi
I sintomi di un problema all’anca variano in base alla causa sottostante. Tra i più comuni troviamo:
- Dolore all’inguine che può irradiarsi alla gamba o alla parte bassa della schiena.
- Rigidità articolare al risveglio o dopo lunghi periodi di inattività.
- Difficoltà nei movimenti, specialmente dopo sforzi prolungati: infilare calze e scarpe, entrare in auto, accavallare le gambe.
- Dolore notturno, spesso accentuato dormendo su un fianco.
- Zoppia o sensazione di anca “che cede”, con riduzione della distanza percorribile.
- Scatti o blocchi durante alcuni movimenti.
Dolore all’anca quando cammino, di notte o da seduti
Anche il momento in cui compare il dolore fornisce indizi utili.
- Quando cammino: il dolore all’inguine che aumenta con la camminata e migliora con il riposo è tipico dell’artrosi. Un dolore laterale che compare dopo un certo tragitto o in salita fa pensare a una tendinopatia dei glutei.
- Di notte: il dolore quando ci si sdraia sul fianco colpito è tipico della borsite trocanterica e della tendinopatia glutea. Un dolore notturno costante, che non cambia con la posizione, merita invece una valutazione medica (vedi “Quando preoccuparsi”).
- Da seduti: il dolore all’inguine stando a lungo seduti, soprattutto su sedute basse o con le gambe accavallate, è frequente nel conflitto femoro-acetabolare. Il dolore al gluteo da seduti può invece dipendere dal piriforme, dalla sacroiliaca o dalla colonna lombare.
- Al primo movimento: la rigidità al mattino o quando ci si alza dopo essere stati seduti, che migliora in pochi minuti, è comune nell’artrosi.
Dolore all’anca nelle donne, negli sportivi e negli anziani
- Nelle donne, soprattutto dopo i 40-50 anni, il dolore laterale da tendinopatia dei glutei e borsite trocanterica è particolarmente frequente. In gravidanza il dolore alla zona pelvica e al gluteo è spesso legato ai cambiamenti posturali e alla sacroiliaca.
- Negli sportivi (calcio, corsa, danza, arti marziali) prevalgono conflitto femoro-acetabolare, lesioni del labbro, tendinopatie degli adduttori e dell’ileopsoas e la pubalgia.
- Negli anziani la causa più comune è l’artrosi; dopo una caduta, però, va sempre esclusa una frattura del femore.
Quando preoccuparsi
La maggior parte dei dolori all’anca non è grave, ma alcuni segnali richiedono una valutazione medica rapida o l’accesso al Pronto Soccorso:
- Trauma o caduta, soprattutto in una persona anziana, con dolore intenso e impossibilità a caricare il peso sulla gamba: può trattarsi di una frattura del femore.
- Febbre con anca calda, arrossata e molto dolente: può indicare un’infezione articolare.
- Dolore notturno che peggiora progressivamente, non legato ai movimenti, associato a calo di peso non spiegato o stanchezza marcata.
- Bambino che zoppica o rifiuta di camminare, con febbre: va valutato dal medico senza aspettare.
- Formicolii, perdita di forza alla gamba o disturbi di controllo di vescica e intestino.
In tutti gli altri casi, se il dolore dura più di qualche settimana o limita le attività quotidiane, è opportuno prenotare una visita specialistica.
Diagnosi
Per una diagnosi accurata, gli specialisti del Quasar Medical Center eseguono:
- Esame clinico: raccolta della storia del paziente, durante una visita ortopedica o una visita fisiatrica.
- Valutazione funzionale: test specifici di movimento, forza e provocazione del dolore per identificare la problematica.
- Esami strumentali, scelti in base al sospetto clinico:
- Radiografia (RX): prima scelta per valutare artrosi, fratture e forma dell’anca.
- Ecografia: utile per tendini, borse e versamenti.
- Risonanza magnetica (RM): per cartilagine, labbro acetabolare, tessuti molli e casi dubbi.
Trattamenti
Il trattamento dipende dalla causa, dall’età e dalle esigenze del paziente. Nella grande maggioranza dei casi si parte da un approccio conservativo.
1. Fisioterapia ed esercizio terapeutico
La fisioterapia è fondamentale per recuperare la mobilità e ridurre il dolore. Al Quasar Medical Center offriamo:
- Esercizio terapeutico: rinforzo progressivo di glutei, core e muscoli della coscia, la base del trattamento per artrosi e tendinopatie.
- Terapia manuale: per migliorare la funzionalità dell’articolazione.
- Rieducazione posturale: esercizi per correggere squilibri muscolari.
- Educazione del paziente: come gestire il carico, le posizioni da evitare e l’attività fisica.
2. Terapie strumentali
Le terapie strumentali affiancano l’esercizio per controllare il dolore:
- Tecarterapia e laserterapia: utili nelle fasi dolorose e infiammatorie.
- Onde d’urto: indicate in particolare nelle tendinopatie, come quella dei glutei nel dolore laterale dell’anca.
3. Idrokinesiterapia
Il lavoro in acqua riduce il carico sull’articolazione e permette di muoversi e rinforzarsi con meno dolore. È particolarmente indicato nell’artrosi e dopo un intervento. Scopri la nostra riabilitazione in acqua a Corciano.
4. Terapie farmacologiche
In caso di infiammazione acuta, i farmaci, sempre su indicazione medica, possono aiutare a ridurre il dolore. Tra i trattamenti più comuni:
- Antinfiammatori non steroidei (FANS): riducono l’infiammazione.
- Infiltrazioni di acido ialuronico: migliorano la lubrificazione dell’articolazione.
- Analgesici: alleviano il dolore nei casi più intensi.
5. Medicina rigenerativa
Le tecniche di medicina rigenerativa, valutate caso per caso dallo specialista, mirano a favorire la riparazione dei tessuti articolari. Tra le opzioni disponibili:
- PRP (Plasma Ricco di Piastrine): stimola la rigenerazione.
- Cellule staminali: prelevate dal tessuto adiposo per migliorare la funzionalità articolare.
6. Chirurgia e protesi d’anca
Se la degenerazione è avanzata e le terapie conservative non bastano più, l’intervento chirurgico può essere la soluzione definitiva. La protesi d’anca viene consigliata nei pazienti con grave compromissione articolare. Per capire quando è il momento giusto leggi protesi d’anca: quando serve l’intervento.
Prevenzione
Seguire alcune buone pratiche quotidiane può aiutare a prevenire il dolore:
- Mantenere un peso sano: riduce il carico sulle articolazioni.
- Fare esercizi di stretching: migliora la flessibilità muscolare.
- Rinforzare glutei e core: muscoli forti proteggono l’articolazione.
- Restare attivi con attività a basso impatto come camminata, bici e nuoto.
- Evitare movimenti eccessivi e aumenti bruschi dei carichi: protegge l’articolazione da usura e infiammazioni.
Domande frequenti
Quali sono i sintomi di un problema all’anca?
I segnali più comuni sono dolore all’inguine o sul lato esterno dell’anca, rigidità al mattino, difficoltà a infilare calze e scarpe, zoppia e dolore che aumenta camminando o dormendo sul fianco. Il dolore può irradiarsi alla coscia e al ginocchio.
Come capire se il dolore all’anca è muscolare o articolare?
In generale il dolore articolare si sente all’inguine e aumenta ruotando l’anca, mentre quello tendineo o muscolare è più spesso laterale o posteriore e si risveglia alla pressione o in precise contrazioni. Solo una visita con test specifici permette però di distinguerli con certezza.
Meglio riposo o movimento?
Il riposo assoluto raramente aiuta. Di solito conviene ridurre per qualche giorno le attività che scatenano il dolore e mantenersi attivi con movimenti tollerati, per poi seguire un programma di esercizi guidato da un fisioterapista.
Quale specialista consultare per il dolore all’anca?
Il punto di partenza è l’ortopedico o il fisiatra, che inquadrano la causa e prescrivono eventuali esami. Il fisioterapista imposta poi il percorso riabilitativo. Al Quasar Medical Center queste figure lavorano insieme nella stessa struttura.
Quanto dura il dolore all’anca?
Dipende dalla causa: una tendinopatia o una borsite migliorano spesso in alcune settimane o pochi mesi con esercizio mirato, mentre l’artrosi è una condizione cronica che si può gestire bene nel tempo. Se il dolore non migliora dopo 2-4 settimane è bene farsi valutare.
Prenota una visita
Se il problema persiste, non rimandare. Al Quasar Medical Center di Corciano, a pochi minuti da Perugia, trovi ortopedici, fisiatri e fisioterapisti pronti ad aiutarti con una diagnosi chiara e un percorso su misura. Chiama lo 075 945 7070 oppure prenota online su Doctolib.
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