Artrosi dell’anca (coxartrosi): sintomi, cause e cure

Artrosi dell’anca (coxartrosi): sintomi, cause e cure

dolore anca

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L’artrosi dell’anca, chiamata in termini medici coxartrosi, è l’usura progressiva della cartilagine dell’articolazione tra femore e bacino. Si manifesta soprattutto con dolore all’inguine, rigidità e difficoltà nei movimenti quotidiani. Riconoscere i sintomi iniziali e iniziare presto un percorso di cura aiuta a mantenere a lungo mobilità e autonomia.

Ti fa male l’anca quando cammini, ti alzi dalla sedia o sali le scale? È una condizione comune, soprattutto dopo i 50 anni, ma spesso sottovalutata nelle fasi iniziali. In questa guida ti spieghiamo come riconoscerla, cosa la provoca e quali sono le cure più efficaci.

Sintomi dell’artrosi dell’anca: non solo dolore

L’artrosi dell’anca può manifestarsi in modo subdolo. I sintomi più comuni includono:

  • Dolore inguinale che può irradiarsi verso la coscia o il ginocchio
  • Rigidità dopo il riposo, soprattutto al mattino
  • Movimenti limitati, come difficoltà ad accavallare le gambe o indossare le scarpe
  • Zoppia progressiva dovuta alla perdita di fluidità articolare

Molti pazienti scambiano i sintomi per una semplice infiammazione muscolare o borsite, ma già nelle fasi iniziali si verifica una degenerazione della cartilagine con modificazioni biomeccaniche importanti.

Artrosi anca: i sintomi iniziali da non sottovalutare

Nelle prime fasi i disturbi sono lievi e vanno e vengono. I sintomi iniziali dell’artrosi all’anca più frequenti sono:

  • una sensazione di anca “legata” appena alzati dal letto o dopo essere stati seduti a lungo, che migliora dopo qualche minuto di movimento;
  • un fastidio all’inguine o alla coscia dopo una camminata lunga, una giornata in piedi o l’attività sportiva;
  • una difficoltà nuova in gesti prima semplici: allacciare le scarpe, infilare le calze, entrare e uscire dall’auto;
  • a volte scricchiolii (crepitii) durante il movimento.

Il dolore tende a svilupparsi lentamente, nel corso di mesi o anni, e può essere più intenso a fine giornata. Non tutte le persone con segni di artrosi agli esami hanno sintomi: ciò che conta è come l’anca funziona nella vita di tutti i giorni.

Coxartrosi anca: sintomi nelle fasi avanzate

Con il progredire della coxartrosi, il dolore può diventare più costante, presentarsi anche a riposo o di notte e disturbare il sonno. Il movimento dell’anca si riduce, la camminata diventa più corta e zoppicante e i muscoli attorno all’articolazione si indeboliscono. Il dolore può essere avvertito anche nel gluteo, nella parte bassa della schiena o fino al ginocchio (“dolore riferito”): per questo è importante distinguerlo da altre cause di dolore all’anca. Anche l’umore e la qualità del sonno possono risentirne: parlarne con il medico fa parte della cura.

Cos’è la coxartrosi

La coxartrosi è l’artrosi dell’articolazione coxo-femorale, cioè il punto in cui la testa del femore si inserisce nell’acetabolo, una cavità del bacino. Entrambe le superfici sono rivestite da cartilagine, uno strato liscio che riduce l’attrito e permette movimenti fluidi. Nell’artrosi coxo-femorale questa cartilagine si assottiglia, le superfici ossee diventano irregolari e si formano piccole escrescenze ossee chiamate osteofiti. Il risultato è dolore, rigidità e perdita di movimento.

Dopo il ginocchio, l’anca è una delle articolazioni più colpite dall’artrosi. Si distinguono due forme principali:

  • Coxartrosi primaria (o idiopatica): si sviluppa senza una causa precisa, per l’effetto combinato di età, predisposizione e carichi nel tempo. È la forma più frequente dopo i 50-60 anni.
  • Coxartrosi secondaria: è conseguenza di un problema identificabile, come displasia congenita dell’anca, conflitto femoro-acetabolare, fratture o traumi pregressi, osteonecrosi della testa del femore, infezioni o artriti infiammatorie. Può comparire anche in età più giovane.

La coxartrosi è una condizione cronica, ma non significa necessariamente un peggioramento rapido: con le giuste strategie molte persone restano attive per anni.

Coxartrosi bilaterale: quando sono colpite entrambe le anche

Si parla di coxartrosi bilaterale quando l’artrosi interessa entrambe le anche. Non è raro, soprattutto nelle forme primarie o quando alla base c’è una displasia presente su tutti e due i lati. Spesso un’anca è più compromessa dell’altra e i sintomi compaiono in momenti diversi.

Nella coxartrosi bilaterale dell’anca la persona non ha un lato “sano” su cui appoggiarsi: camminare, fare le scale e alzarsi dalla sedia possono diventare più faticosi e la camminata può assumere un andamento dondolante. Il percorso di cura segue gli stessi principi della forma monolaterale, ma richiede un programma di esercizi che lavori in modo equilibrato su entrambi i lati. Nei casi avanzati lo specialista valuta se e in che ordine trattare chirurgicamente le due anche, in base a sintomi, condizioni generali ed esigenze della persona.

Cause e fattori di rischio

L’artrosi dell’anca non ha quasi mai un’unica causa: è il risultato di più fattori che, nel tempo, sovraccaricano la cartilagine. I principali fattori di rischio sono:

  • Età: il rischio aumenta dopo i 50 anni;
  • Predisposizione genetica e familiarità;
  • Sovrappeso e obesità, che aumentano il carico sull’articolazione;
  • Alterazioni della forma dell’anca: displasia, conflitto femoro-acetabolare, esiti di malattie dell’infanzia;
  • Traumi o fratture pregresse e microtraumi ripetuti;
  • Lavori pesanti che richiedono di sollevare carichi o stare a lungo in piedi, e sport ad alto impatto praticati per anni;
  • Sedentarietà e debolezza muscolare;
  • altre condizioni come artrite reumatoide o diabete.

Alcuni fattori, come età e genetica, non si possono cambiare. Altri sì: mantenere un peso corporeo sano, restare attivi con attività a basso impatto (camminata, nuoto, bicicletta) e fare un controllo in caso di dolori persistenti sono le forme di prevenzione più utili.

Gradi e stadi della coxartrosi

Per descrivere la gravità dell’artrosi dell’anca si usa spesso la scala di Kellgren-Lawrence, basata sulla radiografia:

  • Grado 0: nessun segno di artrosi;
  • Grado 1 (dubbio): possibile, minimo restringimento dello spazio articolare;
  • Grado 2 (lieve): osteofiti evidenti, spazio articolare ancora conservato o poco ridotto;
  • Grado 3 (moderato): riduzione evidente dello spazio articolare, osteofiti multipli, prime alterazioni dell’osso;
  • Grado 4 (grave): spazio articolare molto ridotto o assente, deformità della testa del femore.

Il grado radiografico è solo una parte del quadro: due persone con lo stesso grado possono avere sintomi molto diversi. Per questo le decisioni di cura si basano su dolore, funzione e qualità di vita, non solo sulla lastra.

Diagnosi: visita e imaging

Una diagnosi tempestiva permette di impostare subito le strategie giuste. Il percorso comprende:

  • Visita specialistica: raccolta della storia clinica (età, familiarità, traumi, attività lavorativa e sportiva) ed esame dell’anca, con valutazione della mobilità, in particolare della rotazione interna, e del modo di camminare. È il primo passo con l’ortopedico a Corciano.
  • Radiografia del bacino e dell’anca in carico: è l’esame di riferimento, mostra la riduzione dello spazio articolare, gli osteofiti e l’addensamento dell’osso (sclerosi).
  • Risonanza magnetica: utile nei casi iniziali, quando la radiografia è poco indicativa, o per valutare cartilagine, labbro acetabolare e tessuti molli.
  • Esami del sangue: non servono a diagnosticare l’artrosi, ma possono essere richiesti per escludere altre condizioni, come le artriti infiammatorie.

Diagnosi dell’artrosi dell’anca con visita e imaging

Cure e rimedi per l’artrosi dell’anca

Non esiste una cura che “ripari” la cartilagine, ma esistono trattamenti efficaci per ridurre il dolore, migliorare il movimento e rallentare la perdita di funzione. Di solito si combinano più strategie, scelte in base allo stadio, all’età e agli obiettivi della persona.

Esercizio terapeutico: il trattamento di prima linea

Le linee guida internazionali indicano l’esercizio terapeutico come base della cura della coxartrosi, a qualsiasi età e stadio. Rinforzare glutei e muscoli della coscia, mantenere la mobilità dell’anca e migliorare l’equilibrio riduce il dolore e aiuta a camminare meglio. La costanza conta più dell’intensità: si inizia in modo graduale e si prosegue anche quando si sta meglio.

Fisioterapia

Un programma di fisioterapia personalizzato unisce esercizi mirati, terapia manuale per migliorare la mobilità, educazione su come dosare le attività e, se utile, terapie fisiche di supporto contro il dolore (come TENS o tecarterapia). Il fisioterapista insegna anche come gestire le riacutizzazioni.

Idrokinesiterapia

L’esercizio in acqua calda riduce il carico sull’articolazione e rende più facili movimenti che a terra sarebbero dolorosi. La riabilitazione in acqua è particolarmente utile nelle fasi dolorose, nella coxartrosi bilaterale e in chi ha difficoltà a camminare.

Calo del peso e stile di vita

In caso di sovrappeso, anche una perdita di peso moderata riduce il carico sull’anca e spesso il dolore. Non esiste una dieta specifica per l’artrosi: un’alimentazione equilibrata associata all’esercizio regolare è la strategia più efficace.

Ausili e accorgimenti quotidiani

  • Un bastone, se necessario, va tenuto nella mano opposta all’anca dolente.
  • Sulle scale usa il corrimano: sali con la gamba sana e scendi con quella dolente.
  • Preferisci sedie stabili e non troppo basse, e rialzi per il WC se alzarsi è difficile.
  • Indossa scarpe comode con suola ammortizzata ed evita i tacchi alti.
  • Distribuisci le attività nella giornata, alternando movimento e brevi pause.

Farmaci, infiltrazioni e ozonoterapia

Per controllare il dolore il medico può indicare farmaci antidolorifici o antinfiammatori, sempre su prescrizione e per periodi definiti. Nei casi selezionati lo specialista può valutare infiltrazioni intra-articolari (ad esempio con acido ialuronico o corticosteroidi) o l’ozonoterapia. Sono trattamenti di supporto, non sostituiscono l’esercizio e la loro indicazione va decisa caso per caso dopo la visita.

Protesi d’anca nei casi avanzati

Quando il dolore è costante, disturba il sonno e limita la vita quotidiana nonostante un percorso conservativo ben fatto, si può valutare l’intervento chirurgico. L’opzione più diffusa è la protesi totale d’anca, che sostituisce la testa del femore e l’acetabolo con componenti artificiali; in casi selezionati si considera la protesi di rivestimento (resurfacing). La decisione viene presa insieme al chirurgo ortopedico, valutando benefici, rischi ed esigenze personali. Approfondisci nella nostra guida su quando serve la protesi d’anca. Dopo l’intervento, un percorso riabilitativo personalizzato è essenziale.

Esercizi utili per l’artrosi dell’anca

Questi esercizi sono semplici e in genere ben tollerati. Eseguili lentamente, senza dolore acuto (un lieve fastidio che passa entro poche ore è accettabile). Se hai una protesi, un intervento recente o dolore intenso, chiedi prima al fisioterapista.

  1. Ponte per i glutei
    1. Sdraiati sulla schiena con le ginocchia piegate e i piedi appoggiati a terra.
    2. Stringi i glutei e solleva il bacino fino ad allineare spalle, anche e ginocchia.
    3. Mantieni 3-5 secondi, poi scendi lentamente. Ripeti 10 volte.
  2. Abduzione da sdraiato su un fianco
    1. Sdraiati sul fianco sano, gamba sotto leggermente piegata.
    2. Solleva la gamba sopra tesa di circa 20-30 cm, con la punta del piede rivolta in avanti.
    3. Scendi lentamente. Ripeti 10 volte, poi cambia lato.
  3. Alzarsi e sedersi dalla sedia
    1. Siediti su una sedia stabile, piedi alla larghezza delle anche.
    2. Alzati spingendo sui talloni, senza aiutarti con le mani se possibile.
    3. Risiediti lentamente, controllando la discesa. Ripeti 8-10 volte.
  4. Mobilità dell’anca da supino
    1. Sdraiati sulla schiena con le gambe distese.
    2. Fai scivolare un tallone verso il gluteo piegando anca e ginocchio, senza forzare.
    3. Torna in posizione distesa. Ripeti 10 volte per lato.
  5. Cyclette o camminata a ritmo regolare
    1. Inizia con 10 minuti a bassa resistenza o a passo comodo.
    2. Aumenta gradualmente la durata nelle settimane successive.
    3. Il sellino della cyclette deve essere abbastanza alto da non piegare troppo l’anca.

Cosa non fare con l’artrosi all’anca

  • Non smettere di muoverti: il riposo prolungato indebolisce i muscoli e aumenta la rigidità.
  • Evita gli sport ad alto impatto con salti, corse su terreni duri e cambi di direzione bruschi se aumentano il dolore.
  • Non restare seduto a lungo su sedie o divani bassi: alzati e muoviti ogni 30-45 minuti.
  • Non portare carichi pesanti, soprattutto sul lato dell’anca dolente.
  • Non forzare i movimenti dolorosi estremi, come torsioni o accosciate profonde, durante le fasi acute.
  • Non ricorrere a farmaci o integratori di tua iniziativa per lunghi periodi: parlane sempre con il medico.
  • Non rimandare la visita se il dolore cambia, peggiora rapidamente o compare di notte.

Artrosi dell’anca e artrosi del bacino: che differenza c’è?

Si sente spesso parlare di “artrosi al bacino”, ma non è una diagnosi precisa. Il bacino è l’insieme di ossa che collega la colonna alle gambe e contiene l’acetabolo, cioè la parte dell’anca in cui si inserisce il femore. Per questo, quando si dice “artrosi del bacino”, spesso si intende in realtà la coxartrosi. In altri casi ci si riferisce all’artrosi delle articolazioni sacro-iliache, tra osso sacro e bacino, che dà dolore soprattutto nella parte bassa della schiena e nei glutei, più che all’inguine. Dolore inguinale e difficoltà a ruotare la gamba orientano verso l’anca; la visita e la radiografia del bacino aiutano a distinguere le due situazioni.

Domande frequenti sull’artrosi dell’anca

Artrosi dell’anca e coxartrosi sono la stessa cosa?

Sì. Coxartrosi è il termine medico per indicare l’artrosi dell’anca, cioè dell’articolazione coxo-femorale.

Quali sono i primi sintomi dell’artrosi all’anca?

Di solito un fastidio all’inguine o alla coscia dopo lo sforzo, rigidità al mattino o dopo essere stati seduti e difficoltà a infilare calze e scarpe.

La coxartrosi si può guarire?

La cartilagine consumata non si rigenera, ma esercizio, fisioterapia, controllo del peso e trattamenti mirati possono ridurre molto il dolore e mantenere una buona funzione per anni.

Camminare fa bene con l’artrosi all’anca?

Sì, se dosato: camminate regolari a passo comodo aiutano muscoli e articolazione. Se il dolore aumenta, riduci la durata e alterna con cyclette o esercizi in acqua.

Quando serve la protesi d’anca?

Quando dolore e limitazioni restano importanti nonostante un percorso conservativo adeguato e peggiorano la qualità di vita. La decisione si prende con l’ortopedico.

L’artrosi al ginocchio è simile a quella dell’anca?

Il meccanismo è lo stesso, ma sintomi ed esercizi cambiano. Trovi approfondimenti nella nostra guida all’artrosi del ginocchio (gonartrosi).

Artrosi dell’anca: come possiamo aiutarti al Quasar Medical Center

Presso il nostro centro di Corciano, vicino a Perugia, l’ArtrosiCenter offre un approccio multidisciplinare alla coxartrosi: visita ortopedica, fisioterapia ed esercizio terapeutico personalizzato, riabilitazione in acqua, trattamenti infiltrativi e ozonoterapia quando indicati, e supporto prima e dopo l’eventuale protesi.

Specialista dell’ArtrosiCenter del Quasar Medical Center a Corciano

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