Capsulite adesiva (spalla congelata): sintomi, fasi, cure ed esercizi

Capsulite adesiva (spalla congelata): sintomi, fasi, cure ed esercizi

Dolore di Spalla - Quasar Medical Center

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La capsulite adesiva della spalla, comunemente nota come “spalla congelata”, è una condizione in cui la capsula articolare si infiamma, si ispessisce e si ritrae, causando dolore e una progressiva perdita di movimento. Di solito evolve in tre fasi e tende a risolversi nell’arco di 1-3 anni, ma con il giusto percorso di cura il dolore si controlla meglio e la mobilità si recupera prima. In questa guida del Quasar Medical Center vediamo sintomi, cause, diagnosi, trattamenti ed esercizi.

Che cos’è la capsulite adesiva

La spalla è avvolta da una capsula articolare, una sorta di “manicotto” che tiene in sede l’omero e permette ampi movimenti. Nella capsulite adesiva questa capsula si infiamma e poi diventa più spessa e rigida, riducendo lo spazio a disposizione dell’articolazione. Il risultato è una spalla dolorosa e sempre meno mobile, sia nei movimenti attivi sia in quelli assistiti.

Colpisce più spesso le persone tra i 40 e i 60 anni, con una maggiore frequenza nelle donne, e di norma interessa una spalla alla volta.

Le tre fasi della spalla congelata

La capsulite adesiva ha un’evoluzione tipica in tre fasi. I tempi sono indicativi e variano molto da persona a persona.

  • Fase di congelamento (dolorosa): il dolore aumenta, spesso è più intenso di notte, e il movimento inizia a ridursi. Può durare indicativamente da 2 a 9 mesi.
  • Fase congelata (rigida): il dolore tende a diminuire ma la spalla resta molto rigida, con difficoltà nelle attività quotidiane. Può durare da 4 a 12 mesi.
  • Fase di scongelamento (recupero): la mobilità migliora gradualmente. Può richiedere da alcuni mesi fino a 1-2 anni.

Sintomi della capsulite adesiva

I sintomi compaiono di solito in modo graduale e peggiorano nel tempo prima di iniziare a migliorare. I principali sono:

  • dolore persistente alla spalla, spesso irradiato alla parte esterna del braccio e peggiore di notte, soprattutto sdraiandosi sul lato colpito;
  • rigidità progressiva e perdita di mobilità, in particolare nella rotazione esterna e nell’alzare il braccio;
  • difficoltà nelle attività quotidiane come vestirsi, pettinarsi, allacciare il reggiseno o prendere oggetti in alto.

Un elemento tipico è che la spalla resta rigida anche quando è un’altra persona a muoverla: questo aiuta a distinguerla, ad esempio, da una lesione della cuffia dei rotatori, in cui spesso il movimento assistito è conservato ma manca la forza.

Cause e fattori di rischio

La causa esatta non è ancora del tutto chiara. Diversi fattori però aumentano il rischio di sviluppare la capsulite adesiva:

  • diabete e altre predisposizioni metaboliche;
  • malattie della tiroide;
  • periodi prolungati di immobilizzazione della spalla dopo interventi chirurgici, fratture o lesioni;
  • età tra i 40 e i 60 anni e sesso femminile;
  • alcune condizioni cardiovascolari e neurologiche.

Diagnosi

La diagnosi è soprattutto clinica: durante la visita ortopedica o fisiatrica lo specialista raccoglie la storia del disturbo e valuta i movimenti attivi e passivi della spalla. Esami come radiografia, ecografia o risonanza magnetica servono soprattutto a escludere altre cause di dolore, come l’artrosi della spalla o le lesioni tendinee.

Trattamenti disponibili

Il trattamento dipende dalla fase e dall’intensità dei sintomi. L’obiettivo è controllare il dolore e mantenere, poi recuperare, il movimento.

  • Educazione e gestione del dolore: capire come evolve la condizione aiuta ad affrontarla; farmaci antinfiammatori o antidolorifici possono essere utili, sempre su indicazione del medico.
  • Infiltrazioni di corticosteroidi: nella fase dolorosa iniziale possono ridurre l’infiammazione e il dolore; la decisione spetta allo specialista.
  • Fisioterapia: esercizi di mobilità e stretching dosati in base alla fase, terapia manuale e, quando indicato, terapie strumentali per il controllo del dolore. Nella fase dolorosa gli esercizi devono essere dolci; nelle fasi successive si lavora di più sul recupero dell’ampiezza di movimento e della forza.
  • Riabilitazione in acqua: l’idrokinesiterapia permette di muovere la spalla con meno dolore grazie al sostegno dell’acqua.
  • Procedure specialistiche: nei casi che non migliorano dopo mesi di trattamento conservativo lo specialista può valutare opzioni come l’idrodistensione o, più raramente, l’intervento chirurgico per liberare la capsula.

Esercizi per la capsulite adesiva

Gli esercizi vanno eseguiti lentamente e senza forzare: un leggero fastidio può essere accettabile, un dolore forte o che dura ore dopo l’esercizio no. È sempre meglio farsi impostare il programma dal fisioterapista.

1. Esercizi pendolari (Codman)

In piedi, appoggia la mano sana su un tavolo e piegati leggermente in avanti lasciando pendere il braccio dolente. Fai piccoli cerchi e oscillazioni avanti-indietro e laterali per 1-2 minuti, lasciando che sia il peso del braccio a muoverlo.

2. Scivolamento sul tavolo

Seduto accanto a un tavolo, appoggia l’avambraccio su un asciugamano e fallo scivolare in avanti piegando il busto, fino a sentire un leggero allungamento. Mantieni qualche secondo e torna indietro. Ripeti 10 volte.

3. Rotazione esterna con bastone

Supino o in piedi, gomiti piegati a 90° e aderenti al corpo, impugna un bastone con entrambe le mani. Con il braccio sano spingi delicatamente quello dolente verso l’esterno. Mantieni 10-15 secondi, ripeti 5-10 volte.

4. Salita delle dita sul muro

Di fronte a una parete, appoggia le dita e falle “camminare” verso l’alto fin dove è possibile senza dolore forte, poi scendi lentamente. Ripeti 10 volte, cercando di guadagnare pochi centimetri nel tempo.

5. Allungamento incrociato

Con la mano sana porta il braccio dolente davanti al petto, verso la spalla opposta, fino a un allungamento leggero nella parte posteriore della spalla. Mantieni 15-20 secondi, ripeti 3-5 volte.

Recupero e gestione a lungo termine

Il recupero può essere lento e richiede pazienza e costanza. La maggior parte delle persone recupera buona parte del movimento, anche se in alcuni casi può restare una lieve rigidità. Seguire il programma di esercizi e mantenere un contatto regolare con il fisioterapista aiuta a ridurre i tempi e a evitare ricadute.

Prevenzione

Non sempre è possibile prevenire la capsulite adesiva, ma alcune attenzioni aiutano: evitare lunghi periodi di immobilizzazione della spalla (dopo un trauma o un intervento, iniziare la mobilizzazione appena il medico lo consente), mantenere un buon controllo del diabete e delle malattie della tiroide e non trascurare un dolore alla spalla che dura da settimane.

Domande frequenti

Quanto dura la capsulite adesiva?

In genere da 1 a 3 anni considerando tutte le fasi, ma con un trattamento adeguato il dolore si riduce e la mobilità migliora spesso prima.

Come posso alleviare il dolore di notte?

Evita di dormire sul lato colpito e usa uno o più cuscini per sostenere il braccio. Se il dolore notturno è intenso, parlane con il medico per valutare una terapia adeguata.

Meglio caldo o freddo?

Molte persone trovano sollievo con il caldo prima degli esercizi, per rilassare i muscoli; il freddo può aiutare dopo un’attività che ha aumentato il dolore.

La capsulite adesiva può recidivare?

Sulla stessa spalla è rara. Può però comparire, in alcuni casi, sulla spalla opposta.

Si può fare sport con la spalla congelata?

Le attività che non richiedono di alzare il braccio sopra la testa, come camminare o la cyclette, sono generalmente possibili. Per gli sport che coinvolgono la spalla è meglio attendere l’indicazione dello specialista.

Capsulite adesiva: il percorso al Quasar Medical Center

Al Quasar Medical Center di Corciano, a pochi minuti da Perugia, lo SpallaCenter segue la capsulite adesiva in ogni fase: visita specialistica, fisioterapia personalizzata e riabilitazione in acqua. Per saperne di più sui disturbi della spalla leggi anche la nostra guida al dolore di spalla.

Chiama lo 075 945 7070 oppure prenota online.

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