Il dolore alla spalla è uno dei motivi più frequenti di visita ortopedica e fisiatrica: colpisce giovani e anziani, sportivi e sedentari, lavoratori manuali e d’ufficio. Nella maggior parte dei casi dipende da tendini, borse, capsula o articolazioni della spalla e migliora con una diagnosi precisa e un percorso di fisioterapia mirato. In questa guida trovi le cause principali, come riconoscerle in base a dove fa male, quando preoccuparsi e cosa fare.
Dove fa male? Capire la zona del dolore
La spalla è l’articolazione più mobile del corpo: proprio questo ampio raggio di movimento la rende più esposta a conflitti tra le sue componenti e a instabilità. Sapere dove fa male aiuta lo specialista a orientarsi.
- Dolore anteriore (davanti alla spalla): è tipico dei problemi del capo lungo del bicipite, che dà fastidio lungo il decorso del muscolo, e di alcune forme di instabilità. Può comparire anche nell’artrosi.
- Dolore laterale (sul lato esterno del braccio): è il quadro classico della tendinopatia del sovraspinato e della borsite subacromiale. Il dolore è profondo, scende lungo il lato del braccio ma in genere non supera il gomito.
- Dolore posteriore (dietro la spalla, verso la scapola): può derivare dai tendini posteriori della cuffia (sottospinato, piccolo rotondo), da rigidità della capsula posteriore oppure essere riferito dal collo.
- Dolore in alto, verso il trapezio: spesso coinvolge l’articolazione acromion-claveare; il dolore interessa il trapezio superiore e può irradiarsi lungo l’arto, tanto da essere confuso con una cervicobrachialgia.
- Dolore alla spalla e al braccio (irradiato): se il dolore scende oltre il gomito fino alla mano, con formicolii o perdita di sensibilità, bisogna considerare un’origine cervicale (nervi del collo). Anche la tendinite calcifica in fase acuta e la capsulite possono però dare dolore diffuso a tutto l’arto.
Le cause principali del dolore alla spalla
Le cause sono spesso multifattoriali: contano l’anatomia dell’articolazione (in particolare l’arco coraco-acromiale), la lassità legamentosa, lo squilibrio tra stabilizzatori attivi (muscoli) e passivi (capsula e legamenti), gli stress meccanici ripetuti, le attività sportive e lavorative usuranti, l’invecchiamento dei tessuti e alcuni fattori metabolici. In età adulta prevalgono tendinopatie e artrosi, mentre nei giovani sono più frequenti instabilità e traumi.
Tendinopatia e lesione della cuffia dei rotatori
La cuffia dei rotatori è un gruppo di quattro tendini che stabilizza e muove la spalla. Con il tempo, o dopo sforzi ripetuti, questi tendini possono infiammarsi, degenerare o rompersi parzialmente o del tutto. Il dolore compare soprattutto quando si alza il braccio lateralmente, di notte e nei movimenti sopra la testa. Un segnale importante: se c’è solo infiammazione la forza torna gradualmente con la riduzione del dolore e con l’esercizio; se invece c’è una lesione tendinea, la debolezza resta anche quando il dolore cala, e il movimento che risulta deficitario aiuta a capire quale tendine è coinvolto. Approfondisci nella guida sulla lesione della cuffia dei rotatori.
Conflitto subacromiale e borsite
Nel conflitto subacromiale i tendini della cuffia e la borsa sierosa che li protegge vengono “pizzicati” sotto l’acromion durante il sollevamento del braccio. Ne derivano infiammazione della borsa (borsite) e sofferenza tendinea. Il segno tipico è l’arco doloroso: il dolore compare alzando il braccio di lato tra circa 60 e 120 gradi, mentre sotto e sopra questo intervallo il movimento è più tollerabile. È frequente in chi lavora a lungo con le braccia sollevate e negli sport overhead (nuoto, pallavolo, tennis).
Tendinite calcifica
Nella tendinite (o tendinopatia) calcifica si formano depositi di calcio all’interno di un tendine, più spesso il sovraspinato. La fase di riassorbimento della calcificazione può essere molto dolorosa: il dolore è forte anche a riposo, continuo di giorno e pulsante di notte, diffuso a tutto il braccio, con spalla calda e difficoltà perfino ad afferrare con la mano. Superata questa fase il dolore a riposo si riduce e, con mobilizzazioni ed esercizi, si recupera il movimento. Tra i trattamenti conservativi con buone evidenze ci sono le onde d’urto focali, sempre su indicazione dello specialista.
Capsulite adesiva (spalla congelata)
Nella capsulite la capsula articolare si infiamma e poi si ispessisce e irrigidisce. Il dolore è profondo anche a riposo e i movimenti bruschi o di fine corsa sono particolarmente dolorosi. Il segno distintivo è la perdita di movimento sia attivo sia passivo: nemmeno un’altra persona riesce a muovere il braccio, a differenza dei problemi di cuffia in cui il movimento passivo è spesso conservato. È più frequente tra i 40 e i 60 anni e nelle persone con diabete o disturbi della tiroide. Di notte è difficile trovare una posizione comoda. Leggi di più sulla capsulite adesiva della spalla.
Artrosi della spalla
L’artrosi è l’usura della cartilagine dell’articolazione gleno-omerale o acromion-claveare. Dà dolore meccanico, che peggiora con l’uso, rigidità progressiva e talvolta scrosci durante il movimento. Colpisce soprattutto dopo i 60 anni o dopo vecchie lesioni e traumi. Scopri come la trattiamo nella pagina dedicata all’artrosi della spalla a Perugia e Corciano.
Instabilità e lussazione
Quando la testa dell’omero esce completamente dalla glena si parla di lussazione, di solito in seguito a un trauma; se esce solo in parte si parla di sublussazione. Dopo un primo episodio, soprattutto nei giovani sportivi, la spalla può restare instabile e “sfuggire” di nuovo. Esiste anche un’instabilità senza traumi, legata a lassità dei legamenti, più frequente nelle donne. Sensazione di spalla che scivola, paura di certi movimenti e dolore anteriore sono i sintomi tipici. Una lussazione acuta va sempre valutata in pronto soccorso: non bisogna provare a rimetterla a posto da soli.
Dolore riferito dalla cervicale
Non tutto il dolore che si sente alla spalla nasce nella spalla. Una sofferenza delle vertebre o dei nervi del collo può dare dolore alla spalla e al braccio, spesso accompagnato da formicolii, alterazioni della sensibilità o debolezza della mano, e tende a peggiorare con alcuni movimenti del collo. In questi casi si parla di cervicobrachialgia, e il trattamento deve rivolgersi al collo oltre che alla spalla.
Dolore alla spalla destra e alla spalla sinistra: cosa cambia
Nella grande maggioranza dei casi il lato non cambia le cause: tendinopatie, capsulite e artrosi possono colpire indifferentemente la spalla destra o sinistra, di solito il braccio dominante o quello più usato al lavoro. Ci sono però due situazioni da conoscere.
Dolore alla spalla sinistra e al braccio sinistro: attenzione al cuore. Un dolore alla spalla o al braccio sinistro che compare insieme a dolore o senso di oppressione al petto, mancanza di fiato, sudorazione fredda, nausea o forte malessere può essere il segnale di un infarto o di un problema cardiaco. In questo caso non aspettare e non guidare fino all’ospedale: chiama subito il 112. Anche un dolore che compare sotto sforzo e passa con il riposo va fatto valutare rapidamente dal medico.
Dolore alla spalla destra e addome. Un dolore alla spalla destra che non cambia con i movimenti del braccio e si associa a dolore nella parte alta destra dell’addome, nausea, febbre o comparsa dopo pasti abbondanti può essere riferito dalla colecisti (calcoli biliari) o dal fegato. In presenza di questi sintomi rivolgiti al medico di famiglia o al pronto soccorso.
Un indizio utile: il dolore di origine muscolo-scheletrica di solito cambia con i movimenti della spalla o si riproduce toccando o usando il braccio; quello di origine interna no.
Dolore alla spalla quando alzo il braccio e di notte
Quando alzo il braccio
Il dolore sollevando il braccio di lato o in avanti, soprattutto nell’arco tra 60 e 120 gradi, orienta verso cuffia dei rotatori, borsite o conflitto subacromiale. Se invece il braccio non sale proprio, né da solo né aiutato, bisogna pensare alla capsulite o a un’artrosi avanzata. Se il braccio sale con l’aiuto dell’altra mano ma non da solo, può esserci una lesione tendinea importante, da valutare con lo specialista.
Di notte
Il dolore notturno è uno dei sintomi più riferiti. Chi ha un problema di cuffia sente dolore sdraiato sul lato malato, perché la cuffia viene compressa, ma a volte anche sul lato sano, perché il braccio dolente scivola in avanti e tira il tendine. Alcune posizioni possono dare sollievo:
- a pancia in su, con un cuscino sotto il braccio dolente o il braccio appoggiato sulla fronte o sul cuscino;
- sul fianco sano, abbracciando un cuscino posto davanti al petto, così che il braccio non cada in avanti;
- semi-seduti, con più cuscini dietro la schiena, nelle fasi più acute.
Nelle fasi acute (per esempio tendinite calcifica o capsulite) queste strategie possono non bastare. Un dolore notturno che non si modifica mai con la posizione, associato a febbre, dimagrimento o malessere generale, va sempre segnalato al medico.
Quando preoccuparsi: i segnali d’allarme
Rivolgiti subito al 112 o al pronto soccorso se:
- il dolore alla spalla o al braccio si accompagna a dolore al petto, fiato corto, sudorazione, nausea o svenimento;
- dopo una caduta o un trauma la spalla è deformata, non si muove o il braccio è bloccato;
- la spalla è rossa, calda e gonfia con febbre (possibile infezione);
- compaiono perdita improvvisa di forza o di sensibilità del braccio o della mano.
Prenota invece una visita specialistica in tempi brevi se il dolore dura più di 2-3 settimane nonostante il riposo, se non riesci ad alzare il braccio, se il dolore ti sveglia ogni notte o se hai perso forza dopo uno sforzo o un piccolo trauma.
Diagnosi: come si capisce la causa
Prima di iniziare qualsiasi terapia è indispensabile una buona diagnosi. Il percorso parte dalla visita ortopedica o dalla visita fisiatrica: il medico raccoglie la storia del dolore (come è iniziato, dove fa male, cosa lo peggiora) ed esegue test clinici specifici per ogni tendine e per la stabilità dell’articolazione.
Gli esami più utili sono:
- Ecografia: è l’esame di primo livello per tendini, borse e calcificazioni; è rapido, senza radiazioni e dinamico. Scopri perché l’ecografia muscolo-scheletrica è un esame chiave per il dolore.
- Radiografia: utile per artrosi, calcificazioni, fratture e forma dell’acromion.
- Risonanza magnetica o TAC: esami di secondo livello, richiesti dallo specialista quando serve studiare nel dettaglio lesioni tendinee, cartilagine, labbro glenoideo o in vista di un intervento.
Cosa fare e trattamenti
Nella maggior parte dei casi il dolore alla spalla si tratta in modo conservativo, cioè senza chirurgia. Nei primi giorni può aiutare evitare i movimenti che scatenano il dolore (senza però immobilizzare completamente il braccio) e applicare del ghiaccio per 15-20 minuti. Eventuali farmaci antinfiammatori o antidolorifici vanno assunti solo su consiglio del medico o del farmacista.
- Fisioterapia e terapia manuale: per ridurre il dolore, recuperare il movimento e correggere la postura della scapola.
- Esercizio terapeutico: è il cardine del trattamento; rinforzo progressivo della cuffia e dei muscoli della scapola e recupero di un corretto equilibrio muscolare.
- Terapie strumentali: onde d’urto (in particolare nelle calcificazioni), tecarterapia, laser e altre terapie fisiche antalgiche, scelte in base alla diagnosi.
- Infiltrazioni: in casi selezionati lo specialista può proporre infiltrazioni (per esempio con acido ialuronico o cortisonici); indicazione, tipo e numero sono decisi solo dal medico dopo la visita.
- Chirurgia: l’ortopedico la valuta in presenza di lesioni tendinee importanti, artrosi grave, instabilità recidivante o lesioni traumatiche delle strutture articolari.
4 esercizi sicuri per la spalla dolorante
Questi esercizi sono pensati per mantenere il movimento senza sovraccaricare la spalla. Eseguili lentamente e senza aumentare il dolore: un leggero fastidio è accettabile, un dolore acuto no. In caso di trauma recente, lussazione, sospetta lesione o dopo un intervento, chiedi prima al tuo fisioterapista o medico.
1. Pendolo di Codman
- Appoggia la mano sana su un tavolo e piega leggermente il busto in avanti.
- Lascia pendere il braccio dolente verso il basso, completamente rilassato.
- Muovi il corpo per far oscillare il braccio con piccoli cerchi, in un senso e poi nell’altro.
- Continua per 30-60 secondi, 2-3 volte al giorno.
2. Retrazione delle scapole
- Siediti o stai in piedi con la schiena dritta e le braccia lungo i fianchi.
- Porta dolcemente le scapole indietro e in basso, come per avvicinarle.
- Mantieni per 5 secondi senza alzare le spalle verso le orecchie.
- Rilascia ed esegui 10 ripetizioni.
3. Scivolamento sul tavolo
- Siediti di fianco a un tavolo e appoggia l’avambraccio del lato dolente su un asciugamano.
- Fai scivolare lentamente il braccio in avanti piegando il busto, fin dove è tollerabile.
- Mantieni 5 secondi e torna alla posizione di partenza.
- Ripeti 10 volte.
4. Rotazione esterna isometrica
- In piedi, di fianco a una parete, piega il gomito a 90 gradi tenendolo vicino al fianco.
- Appoggia il dorso della mano o dell’avambraccio contro la parete.
- Spingi delicatamente verso l’esterno contro il muro, senza muovere il braccio, per 5-10 secondi.
- Rilassa ed esegui 8-10 ripetizioni, con intensità moderata e senza dolore.
Se dopo 2-3 settimane di esercizi il dolore non migliora, è il momento di una valutazione specialistica e di un programma personalizzato.
Domande frequenti sul dolore alla spalla
Quanto dura un dolore alla spalla?
Dipende dalla causa: un sovraccarico tendineo può migliorare in poche settimane, una tendinopatia richiede spesso 2-3 mesi di esercizio, mentre la capsulite adesiva può durare da diversi mesi fino a oltre un anno. Una diagnosi precoce accorcia i tempi.
Il dolore alla spalla sinistra può essere un infarto?
Raramente, ma è possibile. Se il dolore alla spalla o al braccio sinistro si accompagna a dolore al petto, mancanza di fiato, sudorazione o nausea, chiama subito il 112. Se invece il dolore cambia con i movimenti del braccio ed è presente da tempo, è più probabilmente muscolo-scheletrico.
Perché la spalla mi fa più male di notte?
Di notte il braccio non è sostenuto dai muscoli, la posizione può comprimere i tendini e la percezione del dolore aumenta. È tipico dei problemi di cuffia dei rotatori, della tendinite calcifica e della capsulite.
Meglio caldo o freddo sulla spalla?
Nelle fasi acute e dopo uno sforzo è in genere più utile il freddo (15-20 minuti, protetto da un panno). Nelle forme croniche e rigide il calore può aiutare a rilassare i muscoli prima degli esercizi.
Devo stare a riposo completo?
No. Conviene ridurre i movimenti che provocano dolore acuto, ma l’immobilità prolungata favorisce la rigidità. Movimenti dolci e un programma di esercizi guidato sono parte della cura.
Che specialista devo consultare per il dolore alla spalla?
Il primo riferimento è l’ortopedico o il fisiatra, che inquadra la causa e prescrive eventuali esami. Il fisioterapista imposta poi il percorso riabilitativo. In presenza di sintomi non legati al movimento (petto, addome, febbre) rivolgiti prima al medico di famiglia.
Dolore alla spalla a Perugia: SpallaCenter al Quasar Medical Center
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Quasar Medical Center – SpallaCenter
- Indirizzo: Via Aldo Capitini 6, 06073 Corciano (PG)
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